Velocità reale della fibra e speed test: come misurare bene

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Hai un contratto “fino a 1 Gbps” e lo speed test dal telefono segna 300 Mbps. Nella maggior parte dei casi la fibra non c’entra: la velocità si perde dentro casa, tra router, Wi-Fi e dispositivo. Capire dove si perde è il primo passo per sapere se c’è davvero un problema.

Cosa significa “fino a”

La velocità indicata nelle offerte è quella massima che la tecnologia e il profilo commerciale consentono sulla linea. Non è una promessa per ogni momento della giornata. Accanto a questo valore, ogni operatore deve dichiarare nel contratto anche una banda minima garantita in download e in upload: è quel valore, non il massimo, a costituire l’impegno verificabile. Come verificarlo con una misura certificata è spiegato più avanti in questa pagina. Per capire quale velocità ti serve davvero, prova il calcolatore di banda.

Dove si perde la velocità

fibracavo 1 GbEWi-Fi vicinoWi-Fi lontanovalori indicativi, a parità di linea
Ogni tratto può diventare il collo di bottiglia: la velocità finale è quella del tratto più lento

Il Wi-Fi. È la causa più comune. La velocità reale del Wi-Fi dipende dallo standard supportato sia dal router sia dal dispositivo, dalla banda usata (2,4 GHz è più lenta ma arriva più lontano, 5 GHz e 6 GHz sono più veloci ma attraversano peggio i muri), dalla distanza, dai muri e dalle reti dei vicini sugli stessi canali. Con il Wi-Fi, anche con apparati recenti, è normale misurare qualche centinaio di Mbps in una stanza diversa da quella del router.

La porta di rete. Una porta Ethernet Gigabit ha un limite fisico di 1 Gbps, e la velocità effettivamente misurabile resta intorno ai 940 Mbps perché una parte della capacità serve ai protocolli di trasmissione. Con i profili a 2,5 Gbps o superiori, per sfruttare la linea servono porte e schede di rete da 2,5 o 10 Gbps sia sul router sia sul computer.

Il dispositivo. Computer datati, smartphone economici, browser con molte schede aperte o programmi che scaricano in background (aggiornamenti, backup su cloud) abbassano il risultato.

La rete condivisa. In una rete GPON la capacità della fibra, 2,5 Gbps in download, è condivisa tra le utenze collegate allo stesso splitter. Nelle ore di punta la velocità può calare, anche se in genere di poco. Le reti XGS-PON, con 10 Gbps condivisi, lasciano più margine.

Il server dello speed test. Il test misura la velocità verso un server specifico. Un server lontano o congestionato dà risultati più bassi di quelli reali della tua linea.

Come fare una misura attendibile

  1. Collega il computer al router via cavo Ethernet. È l’unico modo per misurare la linea e non il Wi-Fi.
  2. Scollega o metti in pausa gli altri dispositivi: TV in streaming, console, backup automatici.
  3. Disattiva VPN e proxy, che instradano il traffico altrove.
  4. Ripeti la misura in orari diversi, ad esempio mattina, pomeriggio e sera, e conserva i risultati.
  5. Confronta con la velocità massima della porta: se misuri circa 940 Mbps su un contratto da 2,5 Gbps con una porta Gigabit, il limite è la porta, non la linea.
Se la misura via cavo è buona e quella in Wi-Fi è scarsa, la fibra funziona. Il miglioramento va cercato nella rete di casa: posizione del router, uso della banda a 5 GHz, un sistema mesh o un punto di accesso collegato via cavo nelle stanze più lontane. Le soluzioni sono spiegate nella guida sul Wi-Fi in casa.

Latenza e jitter: gli altri due numeri

Gli speed test riportano anche la latenza (o ping), cioè il tempo che un pacchetto impiega per andare al server e tornare, e spesso il jitter, cioè quanto la latenza varia da un pacchetto all’altro. Per videochiamate e gioco online contano spesso più della velocità: una connessione da 100 Mbps con latenza bassa e stabile offre un’esperienza migliore di una da 1 Gbps con latenza irregolare. Su una buona linea FTTH la latenza verso server in Italia è di pochi millisecondi; valori alti e variabili indicano spesso congestione nella rete di casa, ad esempio un Wi-Fi saturo. L’argomento è approfondito nell’articolo su latenza, ping e jitter.

Speed test comune e misura certificata

Gli speed test online, compreso quello disponibile sul portale MisuraInternet dell’AGCOM, danno un’indicazione utile ma non hanno valore legale. Per contestare le prestazioni della linea all’operatore serve la misura certificata con il software Ne.Me.Sys., scaricabile gratuitamente dal portale misurainternet.it.

Ne.Me.Sys. esegue una serie di misure nell’arco di un massimo di tre giorni, con il computer collegato al router via cavo, il Wi-Fi del computer disattivato e gli altri dispositivi della rete spenti. Le misure vengono effettuate verso server collocati nei punti di interconnessione neutrali tra le reti degli operatori, così da valutare solo il tratto di cui l’operatore è responsabile. Al termine, il software rilascia un certificato che confronta i valori misurati con quelli dichiarati nel contratto.

Domande frequenti

Perché lo speed test sul telefono dà sempre meno che sul computer?

Perché il telefono usa il Wi-Fi e ha antenne e processori meno potenti di un computer collegato via cavo. È normale: il test dal telefono misura la tua rete Wi-Fi, non la linea in fibra.

Siti di speed test diversi danno risultati diversi: quale è giusto?

Tutti misurano correttamente qualcosa di diverso: server diversi, distanze diverse, metodi di calcolo diversi. Per valutare la linea conta la tendenza su più misure fatte via cavo; per contestarla serve la misura certificata.

Con un contratto da 2,5 Gbps vedrò mai 2,5 Gbps?

Solo con apparati adeguati in tutta la catena: porta del router e scheda di rete del computer da 2,5 Gbps o superiori, collegamento via cavo, server di test capace di sostenere quella velocità. Con porte Gigabit il limite pratico resta intorno ai 940 Mbps.

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