Muffola: la custodia che protegge le giunzioni della fibra
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Un cavo in fibra non corre intero dalla centrale fino a casa: è fatto di spezzoni uniti tra loro con giunzioni a fusione, e il punto in cui un cavo si divide in più direzioni richiede altre giunzioni. Ognuno di questi punti è fragile e va protetto. La muffola è la custodia sigillata che lo fa.
A cosa serve
Una giunzione a fusione unisce due fibre in modo permanente, ma nel punto di unione la fibra perde il rivestimento protettivo del cavo. Senza protezione sarebbe esposta ad acqua, polvere, trazioni e urti. La muffola risolve il problema in un unico contenitore:
- protegge le giunzioni da acqua e sporco, con una chiusura ermetica;
- ancora i cavi, bloccandone la guaina e gli elementi di rinforzo, così che una trazione sul cavo non arrivi alle fibre giuntate;
- organizza le fibre su vassoi ordinati, in modo che ogni fibra sia identificabile anche anni dopo;
- conserva una scorta di fibra, avvolta nei vassoi, che permette di rifare una giunzione senza dover tirare il cavo.
I due tipi principali
A cupola (o verticale): i cavi entrano tutti da una base, sotto una calotta cilindrica che si chiude sopra i vassoi. È la più diffusa nelle reti di accesso, perché accoglie facilmente molti cavi e si apre bene anche in spazi stretti, come un pozzetto.
In linea (o orizzontale): ha una forma allungata, con i cavi che entrano dai due lati opposti. Si usa soprattutto per unire due tratte dello stesso cavo lungo un percorso, per esempio nelle dorsali a lunga distanza o nella posa aerea sui pali.
Dove si trova
Le muffole sono sparse lungo tutta la rete, anche se raramente si vedono:
- nei pozzetti e nelle camerette sotto il livello stradale, i punti più comuni;
- sui pali, nelle reti in posa aerea;
- sulle facciate o nei locali tecnici degli edifici;
- nei nodi di distribuzione come il CNO, dove una muffola di grandi dimensioni può ospitare anche gli splitter.
Sulle dorsali lunghe se ne trova una ogni uno o due chilometri, cioè a ogni punto in cui finisce una bobina di cavo e inizia la successiva.
La tenuta: il punto critico
Una muffola deve restare stagna per decenni, spesso in un pozzetto che si allaga a ogni pioggia forte. La tenuta si ottiene con guarnizioni in gomma, sigillanti nei punti di ingresso dei cavi o manicotti termorestringenti che, scaldati, aderiscono al cavo. Le muffole per esterni sono progettate per resistere anche all’immersione prolungata.
I guasti legati alle muffole
I problemi più frequenti sono tre. Le infiltrazioni d’acqua, che portano a un aumento lento dell’attenuazione invece che a un guasto improvviso. Le fibre piegate troppo nei vassoi dopo un intervento, che causano perdite per curvatura. I danni meccanici, per esempio durante lavori stradali vicino al pozzetto. Sulla traccia dell’OTDR una muffola compare come un piccolo gradino alla distanza corrispondente: se il gradino cresce nel tempo, la muffola va ispezionata. Il quadro completo è nell’articolo sui guasti più comuni.
Domande frequenti
Una muffola si può riaprire?
Sì, le muffole per le reti di accesso sono progettate per essere riaperte e richiuse più volte, per aggiungere clienti o riparare giunzioni. Dopo ogni riapertura si verificano le fibre interessate e la tenuta della chiusura.
Quante giunzioni può contenere una muffola?
Dipende dal modello: da qualche decina nelle muffole più piccole fino a diverse centinaia in quelle usate nei nodi di distribuzione, organizzate su più vassoi sovrapposti.
Che differenza c'è tra una muffola e un ROE?
Entrambi proteggono giunzioni e possono contenere splitter, ma il ROE è il punto di ingresso della fibra in un singolo edificio, mentre la muffola è una custodia generica che si trova ovunque lungo la rete, soprattutto all’esterno.