Proprietà fisiche della fibra ottica: rifrazione, riflessione totale e attenuazione

La fibra ottica trasporta informazioni sotto forma di luce, non di elettroni. Il principio che la rende possibile e la riflessione totale interna, e i suoi limiti pratici sono descritti da una manciata di standard internazionali che definiscono attenuazione, dispersione e comportamento alla curvatura.

Come fa la luce a restare dentro un filo di vetro

Una fibra ottica è composta da due strati di vetro concentrici: un nucleo centrale (core) e un rivestimento esterno (cladding), con un indice di rifrazione leggermente più basso nel cladding rispetto al core. Quando un raggio di luce colpisce il confine tra i due strati con un angolo sufficientemente rasente, invece di uscire viene riflesso completamente all’interno del core. Questo fenomeno si chiama riflessione totale interna ed è lo stesso principio per cui, guardando sott’acqua verso la superficie con un angolo molto inclinato, si vede un riflesso a specchio invece del cielo.

Perché la riflessione sia totale, l’angolo di incidenza deve superare un valore soglia detto angolo critico, che dipende dal rapporto tra i due indici di rifrazione. È per questo che le fibre non tollerano curve troppo strette: sotto un certo raggio di curvatura, parte della luce comincia a “sfuggire” dal core, con una perdita di segnale misurabile.

CladdingCoreCladding
Percorso semplificato del raggio luminoso: rimbalza per riflessione totale interna restando confinato nel core

Attenuazione: quanto segnale si perde lungo il percorso

Anche con la riflessione totale, il segnale si indebolisce viaggiando nella fibra a causa dell’assorbimento del vetro e di micro-imperfezioni. L’attenuazione si misura in dB/km ed è la ragione per cui, oltre una certa distanza, il segnale deve essere rigenerato o amplificato. Le lunghezze d’onda più usate in telecomunicazioni (1310 nm e 1550 nm) sono scelte proprio perché corrispondono a “finestre” dello spettro dove l’attenuazione del vetro è minima.

Le famiglie di fibra monomodale: G.652 - G.657

La Raccomandazione ITU-T G.652 è l’evoluzione principale delle fibre monomodali a dispersione zero a 1310 nm, pensata per uso generico. Si è evoluta in quattro varianti (A-D) con requisiti crescenti su dispersione di polarizzazione (PMD) e copertura di banda.

StandardCaratteristicaUso tipico
G.652.A/BPMD max 0,5 / 0,2 ps/√kmReti generiche, banda O e C
G.652.C/DBanda estesa da O a L, attenuazione controllata anche a 1383 nmSistemi CWDM
G.653Dispersione zero spostata a 1550 nmConsiderata obsoleta per le reti moderne
G.655Dispersione diversa da zero a 1550 nm (dispersione spostata non-zero)Sistemi DWDM ad alta capacità
G.656Copertura S, C, LSistemi CWDM e DWDM a banda larga
G.657Bassissima sensibilità alla curvaturaInstallazioni FTTH in interno, curve strette in appartamento
La fibra G.657 e quella che rende possibile far passare un cavo dietro un mobile o attorno a uno stipite senza perdite significative di segnale — un problema reale nelle installazioni FTTH residenziali, dove lo spazio per instradare il cavo e spesso limitato.

La struttura fisica del cavo, strato per strato

Un cavo in fibra ottica non è un semplice filo di vetro nudo: è composto da più strati concentrici, ciascuno con una funzione precisa.

StratoFunzioneDiametro tipico
CoreIl nucleo centrale dove viaggia effettivamente la luceCirca 8 µm (monomodale) o 50/62,5 µm (multimodale)
CladdingIl rivestimento che riflette la luce, con indice di rifrazione leggermente inferiore al core125 µm complessivi (core + cladding)
BufferRivestimento primario polimerico che protegge la fibra e la irrobustisce meccanicamente250 µm complessivi
JacketIl rivestimento esterno che protegge il cavo ed evita il microbending, cioè la perdita di segnale per curvatura eccessiva400 µm complessivi
La luce non viaggia alla stessa velocità che ha nel vuoto: dentro la fibra si propaga a circa 200.000 km/s, un terzo più lenta. In pratica, 100 km di fibra vengono “percorsi” dal segnale in circa 0,5 millisecondi.

Le tre finestre ottiche di trasmissione

Non tutte le lunghezze d’onda sono ugualmente convenienti per trasmettere su fibra: combinando attenuazione, rifrazione e dispersione, si sono affermate storicamente tre “finestre” trasmissive, con prestazioni e costi crescenti.

FinestraLunghezza d’ondaUso tipico
Prima850 nmLaser economici multimodali; collegamenti brevi, 275-550 m a seconda del tipo di fibra
Seconda1310 nmLaser multimodali o monomodali; collegamenti di 5-10 km su fibra monomodale
Terza1550 nmLaser monomodali; le distanze maggiori, fino a 100 km con apparati relativamente economici, attenuazione tipica 0,2-0,25 dB/km

Oggi la seconda e la terza finestra sono le più utilizzate proprio per le basse perdite, tipicamente comprese tra 0,2 e 0,5 dB/km.

Fibra ottica vs rame: perché la fibra vince sulla distanza

Il rame (doppino telefonico) soffre di un’attenuazione che cresce rapidamente con la frequenza del segnale e con la distanza: più si vuole trasmettere velocemente, più la portata utile si riduce. Tecnologie come VDSL2 possono superare i 100 Mbps solo entro poche centinaia di metri dalla centralina; oltre i 3-4 km le prestazioni calano drasticamente, avvicinandosi a quelle di un ADSL2 di base. In termini assoluti, un cavo in rame ha un’attenuazione tipica di circa 7-8 dB/km, contro circa 0,25 dB/km di una buona fibra monomodale — un fattore di differenza dell’ordine di 30 volte. La fibra ottica mantiene un’attenuazione molto più bassa e sostanzialmente indipendente dalla velocità del segnale, permettendo di coprire decine di km senza perdite significative.

Domande frequenti

Perché la fibra ottica non risente delle interferenze elettromagnetiche?

Perché trasporta informazioni sotto forma di luce, non di corrente elettrica: campi elettromagnetici esterni (motori, cavi di potenza, altre linee dati) non hanno un mezzo con cui interagire.

Cosa succede se piego troppo un cavo in fibra ottica?

Se il raggio di curvatura scende sotto la soglia critica, l’angolo di incidenza della luce sul cladding non rispetta più la condizione di riflessione totale e parte del segnale “fuoriesce”, causando una perdita misurabile in dB. Le fibre G.657 sono progettate per tollerare curve molto più strette prima che questo accada.

Tutte le fibre ottiche sono uguali?

No. Esistono famiglie diverse (G.652, G.655, G.657…) ottimizzate per usi diversi: reti generiche, sistemi DWDM ad alta capacità, o installazioni domestiche con curve strette.

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