Oltre XGS-PON: NG-PON2, 25GS-PON e le reti PON di domani

XGS-PON non è il capolinea. Gli standard successivi, oggi ancora in fase di sperimentazione sulle reti italiane, puntano a capacità aggregate molto superiori sulla stessa infrastruttura passiva già posata.

NG-PON2: più lunghezze d’onda sulla stessa fibra

NG-PON2 (Next-Generation Passive Optical Network 2) è lo standard ITU-T G.989, pubblicato nella sua forma definitiva nel 2020. A differenza di GPON e XGS-PON, che usano una sola coppia di lunghezze d’onda per tutto l’albero PON, NG-PON2 adotta un approccio ibrido chiamato TWDM-PON (Time and Wavelength Division Multiplexing): combina più canali a lunghezza d’onda diversa — da 4 a 8, a seconda della configurazione — con la stessa divisione a turni temporali già usata da GPON e XGS-PON all’interno di ciascun canale.

Il risultato è una capacità aggregata molto più alta: fino a 40 Gbps totali con 4 canali, estendibile fino a 80 Gbps con 8 canali, mantenendo comunque un limite di circa 10 Gbps simmetrici per singolo utente finale. Una particolarità tecnica di NG-PON2 è che gli ONU (i terminali lato utente) montano laser sintonizzabili, capaci cioè di agganciarsi dinamicamente al canale a lunghezza d’onda assegnato dall’operatore, invece di essere fissi su un’unica frequenza come in GPON.

Le lunghezze d’onda di NG-PON2 sono scelte apposta per non interferire con quelle già in uso da GPON e XGS-PON sulla stessa fibra: questo permette, in teoria, la coesistenza di più generazioni PON sulla stessa infrastruttura ottica passiva, aggiornando solo gli apparati attivi alle due estremità.

25GS-PON e 50G-PON: le sperimentazioni più recenti

Oltre a NG-PON2, il settore sta esplorando velocità ancora superiori per singolo canale. 25GS-PON offre 25 Gbps simmetrici: a differenza degli standard PON “classici”, non è definito da una raccomandazione ITU-T ma da una MSA (Multi-Source Agreement) di settore basata sullo standard Ethernet IEEE 802.3ca, pensata come via di mezzo pragmatica tra XGS-PON e le velocità ancora più elevate del 50G-PON. 50G-PON rientra invece nella famiglia ITU-T G.9804 (Higher Speed PON), pubblicata tra il 2019 e il 2021 come naturale successore di NG-PON2.

In Italia, TIM ha annunciato la prima sperimentazione di rete FTTH a 25 Gbps su infrastruttura Nokia 25GS-PON a Torino, un passo dichiaratamente sperimentale piuttosto che una tecnologia già pronta per la diffusione commerciale su larga scala. Nel 2026 la scelta prevalente per le nuove attivazioni FTTH in Italia resta comunque la combinazione GPON/XGS-PON, mentre NG-PON2 e le velocità successive restano per ora concentrate su casi d’uso specifici (dorsali, clienti business, backhaul mobile) più che sull’utenza residenziale di massa.

Domande frequenti

Devo aspettare NG-PON2 o 25GS-PON prima di attivare la fibra?

No: per l’uso residenziale attuale GPON e XGS-PON coprono già ampiamente le esigenze di banda della quasi totalità degli utenti. Gli standard successivi si stanno consolidando principalmente per usi business, backhaul mobile e dorsali di rete.

La mia fibra dovrà essere sostituita quando arriverà NG-PON2?

Nella maggior parte dei casi no: NG-PON2 e gli standard successivi sono progettati per riutilizzare la stessa infrastruttura ottica passiva (fibra e splitter) già posata, aggiornando solo gli apparati attivi in centrale e presso l’utente.

Continua da qui