Impianti FTTH in condominio: STOA, CSOE, QDSA e normativa
Come si struttura, materialmente e normativamente, il cablaggio in fibra all’interno di un edificio: dai tipi di cavetto verticale alle scatole di terminazione, fino agli obblighi di legge per i nuovi edifici.
Tipi di cavetto per il montante verticale
| Tipo | Caratteristiche |
|---|---|
| Cavetto multifibra tight | Rivestimento leggero, facilmente tagliabile; dalla colonna montante si estraggono a ogni piano solo le fibre necessarie per quel piano |
| Cavetto monofibra | Un cavetto dedicato per ogni unità immobiliare dal ROE fino alla presa, senza giunzioni intermedie ai piani; spesso di tipo “low friction” per infilarsi in tubazioni già congestionate |
| Cavetto dielettrico rinforzato (GRP) | Elementi di rinforzo in plastica rinforzata con vetro; abbastanza rigido da poter essere “spinto” nella tubazione senza bisogno di una sonda |
Diramatore di piano e box di piano
Per estrarre le singole fibre dal cavetto multifibra a ogni piano si usano due soluzioni alternative: il diramatore di piano (branching unit), che protegge meccanicamente le fibre in transito dove il cavetto viene aperto con una piccola finestra, oppure il box di piano, dove le fibre estratte vengono giuntate a cavetti monofibra rinforzati diretti verso le singole unità immobiliari.
STOA, CSOE e QDSA: le sigle dell’impianto condominiale
| Sigla | Nome esteso | Funzione |
|---|---|---|
| STOA | Scatola Terminazioni Ottiche d’Appartamento | Il punto di terminazione della fibra all’interno di ogni unità immobiliare |
| CSOE | Centro Servizi Ottico d’Edificio | Simile al ROE, spesso integrato nello stesso telaio; termina i cavi verso le unità immobiliari e può integrare anche la parte televisiva (splitter per antenna terrestre e satellitare) |
| QDSA | Quadro Distribuzione Servizi d’Appartamento | Il punto centrale, dentro l’appartamento, da cui si distribuiscono le utenze rame, fibra e Wi-Fi interne |
Una STOA conforme alla norma CEI 306-22 termina tipicamente 4 fibre su 4 connettori SC APC, lasciandone altre 4 di scorta per sviluppi futuri, su un cavetto da 8 fibre monomodali complessivo per ogni unità immobiliare. Il limite di attenuazione certificabile tra CSOE e STOA è tipicamente non superiore a 1,5 dB.
Il cablaggio interno all’appartamento
Nel caso più semplice, dalla STOA una bretella ottica raggiunge direttamente l’ONT, e da lì le varie utenze interne (telefono, PC, TV) si collegano con normali cavi in rame. Per utenze più complesse, tipicamente piccoli uffici domestici (SOHO, Small Office Home Office), la normativa CEI prevede una struttura più articolata a stella con il QDSA come nodo centrale, in armonia con standard internazionali come EN 50173-4 e ISO/IEC 15018.
Il quadro normativo italiano
- Legge 164/2014 (“Sblocca Italia”), Art. 135 bis: dal 1° luglio 2015 i nuovi edifici e le grandi ristrutturazioni devono essere “Broadband Ready”
- Guide CEI 306-2 e 64-100/1,2,3: definiscono le regole tecniche per la progettazione e realizzazione degli impianti in condominio
- Direttiva europea 2014/61/UE: chiede agli stati membri misure per ridurre i costi di installazione delle reti ad alta velocità
- Legge 166/2002, Art. 40: prescrive, nelle nuove costruzioni a sviluppo verticale, cavedi multi-servizi o cavidotti adeguati per agevolare i collegamenti delle singole unità immobiliari
Un valore aggiunto per l’immobile
Un edificio predisposto per la banda ultralarga, anche solo con le infrastrutture di posa già pronte, viene valutato meglio sul mercato immobiliare: la predisposizione conta ai fini della classe di merito dell’immobile.
Domande frequenti
Cosa succede se il mio palazzo non ha ancora un impianto FTTH condominiale predisposto?
Dipende dall’anno di costruzione: per gli edifici realizzati dopo il 1° luglio 2015 la predisposizione è obbligatoria per legge. Per edifici più vecchi, la realizzazione dipende dall’iniziativa del condominio o dell’operatore che porta la fibra in zona.
Chi paga per l'uso dell'impianto in fibra del condominio?
Tipicamente l’operatore che fornisce il servizio all’utente finale versa un piccolo compenso mensile al proprietario dell’impianto (il condominio o chi lo gestisce), un meccanismo simile a quello già in uso per gli impianti d’antenna centralizzati.