Aree bianche, grigie e nere: cosa significano per la tua connessione

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Bianche, grigie, nere: sono le etichette con cui il territorio viene classificato in base alle reti a banda ultralarga presenti o previste. Non sono un dettaglio burocratico: stabiliscono dove può intervenire lo Stato con fondi pubblici e dove invece la rete è lasciata agli investimenti privati. Spiegano quindi anche perché la fibra arriva prima in certi comuni e dopo in altri.

Da dove nascono i colori

Costruire una rete in fibra costa molto, e il costo per abitazione cresce dove le case sono poche e distanti. Nelle città gli operatori investono perché il numero di potenziali clienti ripaga i lavori; nei piccoli centri e nelle aree rurali spesso no. In questi casi si parla di fallimento di mercato: senza un intervento pubblico, la rete non verrebbe costruita.

Le regole europee sugli aiuti di Stato, però, vietano in generale di finanziare con soldi pubblici attività che il mercato svolge già, perché altererebbero la concorrenza. Per questo la Commissione europea ha fissato, negli orientamenti sugli aiuti di Stato alle reti a banda larga, un criterio per classificare le aree in base alle reti presenti o pianificate dagli operatori privati nei tre anni successivi.

Area biancanessuna reteArea grigiauna sola reteArea neraalmeno due retiintervento pubblicoammessoammesso soloa condizioni precisedi norma escluso
La classificazione si basa sul numero di reti ultraveloci presenti o previste dagli operatori privati
  • Area bianca: non c’è alcuna rete ultraveloce e nessun operatore prevede di costruirla nel breve periodo. È qui che l’intervento pubblico è pienamente giustificato.
  • Area grigia: è presente, o prevista, una sola rete ultraveloce. Un intervento pubblico è possibile solo se si dimostra che quella rete non basta a soddisfare le esigenze degli utenti.
  • Area nera: sono presenti, o previste, almeno due reti ultraveloci di operatori diversi, in concorrenza tra loro. Qui l’intervento pubblico è di norma escluso.
Il criterio non è fisso nel tempo. Nella prima fase dei piani la soglia di riferimento era la rete “di nuova generazione” da almeno 30 Mbps; gli orientamenti europei più recenti e i piani successivi guardano a prestazioni molto più alte, fino alle reti in grado di offrire velocità gigabit. Un’area “nera” per le vecchie soglie può quindi tornare a essere oggetto di intervento con quelle nuove.

Come si decide il colore di una zona

La classificazione non viene decisa a tavolino. Prima di ogni piano pubblico, lo Stato, tramite la società pubblica Infratel Italia, svolge una mappatura delle reti esistenti e una consultazione pubblica, in cui gli operatori dichiarano dove hanno già una rete e dove intendono costruirla nei tre anni successivi, indirizzo per indirizzo. Sulla base di queste dichiarazioni ogni area, e nei piani più recenti ogni singolo numero civico, riceve la propria classificazione.

Questo spiega un fenomeno che molti notano: due civici della stessa via possono avere destini diversi. Uno può rientrare in un piano pubblico, l’altro no, perché un operatore ha dichiarato di volerlo coprire con investimenti propri.

Cosa cambia per chi abita in un’area bianca

Nelle aree bianche italiane la rete in fibra è stata costruita con il Piano Banda Ultralarga, descritto nell’articolo sui piani pubblici. Questa rete ha due caratteristiche importanti per l’utente:

  • è di proprietà pubblica e gestita da un concessionario;
  • è una rete solo all’ingrosso (wholesale): il concessionario non vende abbonamenti ai privati, ma affitta la rete agli operatori, che a loro volta offrono i servizi agli utenti finali.

Il risultato pratico è che, quando la rete pubblica è attiva in un comune, l’utente non è vincolato a un solo operatore: può scegliere tra quelli che hanno aderito all’offerta all’ingrosso. Per sapere se la rete è già attivabile al proprio indirizzo valgono gli strumenti descritti nella guida su come verificare la copertura.

Cosa cambia nelle aree grigie e nere

Nelle aree grigie e nere la rete è costruita dagli operatori privati con fondi propri. Chi abita in queste aree ha spesso più offerte tra cui scegliere, ma la copertura dipende dai piani commerciali di ciascun operatore. Il piano pubblico più recente, Italia a 1 Giga, interviene proprio in una parte di queste aree, sui civici dove le reti private non raggiungevano prestazioni adeguate.

I cluster A, B, C e D

Nella strategia nazionale del 2015 i comuni erano stati classificati anche in quattro cluster, dalla A alla D, in base all’attrattività per gli investimenti: la A comprendeva le grandi città, più redditizie; la D le aree a fallimento di mercato, dove solo l’intervento pubblico poteva portare la rete. Il Piano Banda Ultralarga si è concentrato sui cluster C e D, cioè sulle aree bianche. La terminologia compare ancora in molti documenti pubblici e articoli di settore.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se il mio indirizzo è in un'area bianca?

Il sito governativo bandaultralarga.italia.it permette di consultare lo stato dei piani pubblici per comune, mentre la Broadband Map dell’AGCOM mostra la copertura effettiva per indirizzo.

Se abito in un'area bianca pago di più la fibra?

No: la rete pubblica è aperta a tutti gli operatori che vogliono usarla, e sono loro a stabilire i prezzi delle offerte. Il fatto che la rete sia stata finanziata con fondi pubblici non cambia le regole per l’utente finale.

Perché la rete pubblica non arriva a tutte le case del comune?

I piani pubblici coprono solo gli indirizzi classificati come aree di intervento. Gli indirizzi dove un operatore privato ha dichiarato di voler investire ne sono esclusi, anche se poi quell’investimento arriva più tardi del previsto. È uno dei punti più critici e discussi dei piani.

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